Freud e Kelly

Mi voglio dilettare del confronto tra due nozioni di due diverse teorie: mi rendo conto che si tratta di un’impresa ardua; nondimeno desisterò.

Introdurrò, dapprima, le due nozioni; successivamente, porrò l’accento sugli aspetti di somiglianza e di differenza che presentano.

FREUD

Tutta la teoria psicanalitica di Freud è permeata dal concetto di energia che circola all’interno dell’apparato psichico di ogni individuo.

La funzione vitale, come fonte, assunto primario, posto all’origine della stessa energia (cfr. Laplanche e Pontalis, 1990, pp. 129 – 131 e 192), rappresenta un punto di partenza, sulla cui ultima natura ci asteniamo dal formulare ipotesi.

Al di là di tale assioma, i processi psichici si basano sugli spostamenti e sulla distribuzione di tale energia pulsionale e quantificabile.

Quest’ultimo aggettivo è particolarmente pregnante per la nostra osservazione, infatti “… l’idea fondamentale sembra essere quella di un apparato … ‘psichico’… che ha la funzione di mantenere al livello più basso possibile l’energia che circola in esso… Questo apparato compie un determinato lavoro descritto da Freud in diversi modi: trasformazione dell’energia libera in energia legata, differimento della scarica, elaborazione psichica delle eccitazioni, ecc.” (op. cit. pp. 128 – 129).

In tale prospettiva economica, la quantità di “valore”, di energia che circola all’interno di un sistema, quindi di cui il soggetto dispone, è limitata (es.: un sintomo mobilita una certa quantità di energia a scapito di altri “investimenti”).

Emerge, poi, un altro elemento da prendere in considerazione: il concetto di trasformazione, di passaggio da un livello meno elevato ad uno più elevato di strutturazione dell’apparato psichico (processo primario e processo secondario).

KELLY

Corollario della scelta: Una persona sceglie per sé quell’alternativa in un costrutto dicotomizzato attraverso la quale anticipa la maggiore possibilità di estensione e di definizione del suo sistema.

Questo corallario, tra gli undici della struttura formale della TCP, è considerato quello più inerente all’aspetto motivazionale: la direzione del movimento della persona rappresenta il tema affrontato e trattato.

Ed è proprio la direzione dei processi della persona che viene ad essere esercitata nei termini delle scelte scaturite dall’esperienza.

Secondo questa teoria, la persona compie continuamente delle scelte, che sono considerate ordinate, comprensibili e prevedibili quando si prende in considerazione il suo punto di vista; le scelte praticabili sono quelle esistenti tra i poli dei costrutti” (Epting, 1984, trad. it., 1990, p. 39).

… ogni volta che una persona si trova nella possibilità di fare una scelta, tenderà a farla in favore dell’alternativa che sembra fornire la base migliore per l’anticipazione degli eventi futuri” (Kelly, 1955, pp. 64-65).

In questa ottica, la persona non può non scegliere, al di là che sia più o meno consapevole della scelta operata; al di là della maggiore o minore ampiezza del suo punto di vista, l’uomo fa comunque la sua scelta, e la fa in modo tale da consentirgli di accrescere le sue anticipazioni.

Tale aspetto ha una sua rilevanza clinica. “Se costringe il campo percettivo può rivolgere la sua attenzione verso la chiara definizione del suo sistema di costrutti; se è disposto a tollerare di giorno in giorno alcune incertezze, può ampliare il campo percettivo e sperare così di estendere la sfera predittiva del sistema.

Quale che sia la sua scelta – una certezza ristretta o una comprensione allargata – la sua decisione è essenzialmente elaborativa; opera ciò che d’ora in avanti chiameremo la scelta elaborativa” (Kelly, ibidem, pp. 64-65).

CONFRONTO


L’uomo freudiano è un uomo, la cui attività psichica tende ad evitare il dispiacere e a cercare il piacere, in linea con le scuole etiche della Grecia classica.
 Il primo è legato all’aumento delle eccitazioni, il secondo alla riduzione di queste.

Pertanto il principio di piacere, che muove l’uomo, è un principio economico. 
Tale principio viene modificato dal principio di realtà, che, imponendosi come principio regolatore, trasforma una data quantità di energia libera, fonte di tensione e dispiacere, in investimenti edificanti, in energia legata (punto di vista economico).

Abbiamo a che fare con il concetto di energia, in quanto funzione vitale che mette in moto l’uomo, un uomo che segue la direzione del piacere attraverso processi trasformativi ed elaborativi della stessa energia.

E’ implicato in tutto ciò un passaggio, un cambiamento da uno stadio primario e grezzo ad uno stadio secondario ed elaborato.

Anche l’uomo kelliano è un uomo in movimento, è esso stesso una forma di movimento, come assunto originario, punto di partenza di ogni successiva considerazione.

Freud parte dall’energia vitale, che circola nell’apparato psichico e mette in moto l’uomo; Kelly dalla persona, che è essa stessa movimento: una differenza di termini declinata dai due autori nelle loro teorizzazioni.

Kelly mette l’uomo nella direzione dell’anticipazione come base delle proprie scelte. Anticipare vuol dire costruire, costruire vuol dire conoscere. Scelgo ciò che conosco, scelgo ciò che riduce la mia incertezza, la mia confusione: seguo la direzione che presenta più struttura, che comporta meno ansia.

Anche in questo caso abbiamo a che fare con un passaggio, con una sorta di trasformazione: la costruzione dell’esperienza. Ed ecco che l’uomo segue la direzione tracciata dalla conoscenza personale, più o meno precisa, più o meno consapevole.

In entrambi gli autori risulta pregnante la fase elaborativa.

Lo stato di tensione è determinato dalla quantità di eccitazione presente
nell’individuo e tale stato si riduce con la trasformazione dell’energia libera in energia legata.

Lo stato di tensione rappresenta l’espressione di una condizione di ansia, che si riduce con la costruzione degli eventi, con l’acquisizione della conoscenza.

Nel primo caso, occorre superare l’energia libera; nell’altro caso, occorre superare l’ansia.
Tutto è riconducibile all’umana tendenza di far fronte al disagio psichico che carica energetica e/o ansia possono comportare; il percorso intrapreso va nella direzione di elaborare, di strutturare le nostre esperienze.

Secondo Freud, l’uomo canalizza l’energia libera e primitiva e la convoglia trasformandola e investendola altrove.

La persona che Kelly ci presenta canalizza i suoi processi in quella particolare direzione consentita dal proprio sistema cognitivo.

In ogni caso, ci piace lasciarci con parole d’effetto: dal primario al secondario, dal caos all’ordine, ovvero alla conoscenza.

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